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Ottimo il mercato delle cantine italiane, secondo Vinitaly, in attesa delle prime vinacce 2015

L’85% delle cantine italiane è soddisfatto dell’attuale andamento del mercato, grazie soprattutto all’ottima performance delle esportazioni nei primi 4 mesi dell’anno. È quanto emerge dal quarto Osservatorio wine2wine di Vinitaly, i cui risultati sono stati presentati a Milano da Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, nel corso del suo intervento al “Forum Food e Made in Italy” del Sole 24 Ore.

Delle oltre 400 cantine intervistate tra maggio e giugno, distribuite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale (17,5% Nord-Ovest, 35,4% Nord-Est, 31,7% Centro, 15,4% Sud e Isole) e tutte già espositrici di Vinitaly o partecipanti alla prima edizione di wine2wine nel dicembre 2015, il 58,3% ha dichiarato una crescita del fatturato imputabile al commercio estero rispetto allo stesso periodo del 2014. Il 32% è stabile, mentre un calo viene registrato dal 9,7% di chi ha risposto, a cui si contrappongono incrementi superiori al 15% per il 21,4% delle cantine. Il trend è molto positivo soprattutto per le imprese del Nord-Est e dell’Italia meridionale, per quelle mediamente internazionalizzate (cioè presenti con i propri vini in 6-20 mercati) e per quelle con percentuali di export già superiori al 30%.

Questo sentiment viene in parte confermato dai dati Istat del primo trimestre 2015 (ultima rilevazione disponibile), che indicano un valore delle esportazioni italiane di vino in aumento del 3,85% per un totale di quasi 1,189 miliardi di euro, anche se con una contrazione dei volumi di circa il 2%.

Grazie all’indebolimento dell’euro sul dollaro e all’andamento generale dell’economia, gli Stati Uniti sono il mercato del momento: il 76,2% delle cantine intervistate ha infatti dichiarato che quello americano è tra i tre mercati (con Canada e Regno Unito) che in questo momento stanno crescendo maggiormente. Questa opinione è condivisa sia dalle aziende che vendono i propri vini in meno di 10 mercati, sia in quelle maggiormente internazionalizzate.

Più variegata l’opinione delle cantine nei confronti del mercato tedesco: 1 azienda su 3 (32,7% per la precisione) ha dichiarato un aumento delle vendite in Germania, ma più di un terzo (34,7%) sono state quelle che, al contrario, hanno registrato una contrazione. Tra le cantine che esportano i propri vini in più di 20 Paesi, solo la Russia ha avuto un andamento della domanda peggiore.

Anche la Cina mostra una situazione polarizzata, con aziende di piccole dimensioni che stanno aumentando le vendite (21,8% del totale) e imprese più strutturate che, nel 16% dei casi, indicano il Paese asiatico come un mercato in calo.

Un’occasione per verificare direttamente la situazione in questi ultimi due mercati si avrà già a partire da settembre quando, dal 18 al 20, Vinitaly sarà a Shanghai con Vinitaly China al Wine & Dine Festival e dal 5 al 7 novembre a Hong Kong all’International Wine & Spirit Fair, mentre il 16 novembre ci sarà a Mosca una nuova edizione di Vinitaly Russia.

Quanto ai canali di vendita, le cantine giudicano molto positivo (63,6% degli intervistati) il proprio rapporto con gli importatori, mentre divide il rapporto con la GDO estera (molto positivo per il 47,3% ma allo stesso tempo particolarmente negativo per il 27,3%).

In entrambi i casi c’è una correlazione diretta con la dimensione aziendale: le cantine con oltre 10 milioni di euro di fatturato e 1 milione di bottiglie prodotte sono soddisfatte degli importatori nell’85% dei casi, percentuale che scende fino al 41,2% per le cantine che producono fino a 150mila bottiglie. Andamento simile, ma con differenze meno marcate, per le vendite alla GDO estera.

Intanto, la Franciacorta si sta preparando per la prima vendemmia dell’anno e i mastri distillatori sono pronti a ricevere le vinacce di una stagione che si prospetta particolarmente positiva, di certo quindi anche con ottima grappa.

 

 

A.D.I.D. Brescia al Vinitaly: il sakè

Tra un passaggio e l’altro, tra una regione e l’altra, durante la visita al Vinitaly andiamo al banco del CSA (Centro Studi Assaggiatori), e da dietro al bancone ci viene incontro il Presidente Luigi Odello e con un grande sorriso mi propone di assaggiare i sakè in degustazione.

Saluta cordialmente Alessia Biasiolo, il Vice -Governatore di Brescia e Provincia dell’ A.D.I.D. e la invita a degustare i caffè.

Saluto Gianpaolo Braceschi, Claudia Ferretti, Valentina Volpi, Michela Beltrami, Nicola e Manuela Violoni che si prende cura di me per i sakè.

I sakè da degustare sono cinque, e dopo aver messo il mio nome nell’Ipad, inizio a degustare il primo liquore.

Onestamente rimango un po’ deluso sulla mancanza di profumo, probabilmente mi aspettavo qualcosa di più deciso; del resto io abituato a certi sentori della nostra grappa o dei nostri distillati non dovevo nemmeno stupirmi di questo. Comunque si fa notare un piccolo sentore di amido, cosa che si è moltiplicata nell’assaggio, quindi percepisco un po’ di calore alcolico, mancanza di saliva, poco allapante e stopposa.

Persistente la secchezza del palato.

Tra tutti gli assaggi, ho notato una certa rotondità sul terzo assaggio, dato che ognuno di quelli proposti è “alla cieca”, cioè senza sapere quale tipo di sakè si degusta, e più completezza, nel suo genere, dell’ultimo che poi mi hanno detto sia quello preferito dall’imperatore, poiché il riso usato per questo tipo di sakè contiene una maggiore “perlatura”. Infine, ho salutato gli amici, salutato il giapponese ospite che, in kimono, faceva gli onori di casa per la parte del desk CSA dedicato al sakè. Non abbiatene a male, a parer mio i sakè non sono un granché, forse perché non mi piacciono molto.

Alessia finisce i test sul caffè che sono un ottimo compendio per i degustatori di distillati, anche se continuo a consigliare di non utilizzare distillati per “sciacquare” la tazzina. Per la correzione, meglio sempre chiedere il distillato a parte.

Renato Hagman

Delegazione di A.D.I.D. Brescia al Vinitaly: PSENNER

Siamo ora nel settore dedicato all’Alto Adige, precisamente il Sud Tirolo di Termeno, e qui c’è il nostro amico Claudio Tomasi, General-Director della ditta “PSENNER”, che, secondo noi, è una delle migliori produttrici di distillati di frutta e del meraviglioso distillato di pere Williams.

Acquavite di pere Williams 40° vol.

Dopo i saluti di rito, Claudio ci fa assaggiare un liquore che solo negli ultimi tempi sono riusciti a perfezionare a base di sambuco, albicocca ed altri prodotti, che serve, insieme a del Prosecco o Cartizze con acqua minerale e foglia di menta, a preparare un aperitivo “spritz” molto richiesto negli ultimi tempi e chiamato HUGO. Molto amato soprattutto sulle coste del lago di Garda e dai clienti tedeschi in vacanza là.

Il nostro commento è che questo prodotto avrà un ottimo impatto sul bere-bene mediamente alcolico.

Claudio plaude l’idea di proporre nuovi cocktail, come con il nostro concorso “Mixtail”, e di farlo anche a base di distillati, alcuni un po’ “strani” per la preparazione di long drink o pre-dinner o altro, come il brandy. I clienti, ci conferma, sono sempre più preparati ed esigenti; chiedono qualità soprattutto alla luce dei problemi legati al guidare dopo avere bevuto prodotti alcolici, quindi preferiscono bere meno, ma con più gusto-qualità. Pertanto ben vengano proposte che insegnino a bere in modo corretto: quantità limitate, in modi e momenti idonei. Meglio sempre, aggiungo, se si fa in ogni caso guidare chi non ha bevuto alcolici.

Lasciamo comunque questi discorsi in altro momento, e passiamo a degustare altri prodotti Psenner: sempre ottime le grappe, sia bianche che invecchiate; interessanti i sempre nuovi prodotti ottenuti dalla distillazione di frutta, sia di unico tipo che con abbinamenti. Ricordiamo il distillato di rododendro e cirmolo, ad esempio.

Liquore di Rododendro e Cirmolo "ALMRAUSCH" 30° vol.

La dedizione alla produzione di prodotti di sempre più alta qualità, ha fatto aumentare la vendita Psenner sul mercato interno del 70%, e noi siamo orgogliosi di avere conosciuto anni fa, proprio al Vinitaly, questo gioiellino nazionale.

Qualche cenno di storia della distilleria. Nel 1920 nasce Ludwig PSENNER, nei pressi di Termeno (Tramin), la città famosa per la produzione di prestigiosi vini e per aver dato il nome al vitigno altoatesino più apprezzato, il Traminer.

Il nostro Ludwig, ancora giovanissimo, si interessò alla grappa e alla sua distillazione, quindi nel 1947 installò il suo primo alambicco a bagnomaria.

Con mezzi di trasporto improvvisati e due collaboratori, si recava presso le aziende vinicole e dai contadini della zona a raccogliere le vinacce fresche per produrre la grappa.

Quando nel 1952, Ludwig decise di applicare la sua esperienza alla distillazione della frutta oltre che delle vinacce, nacque l’acquavite di pera Williams che fu proprio il primo a distillare.

Presto la sua ditta divenne una delle più importanti aziende produttrici di distillato di pere Williams in Europa e prima assoluta in Italia.

In seguito estese questo tipo di distillazione anche ad altri tipi di frutta e, con un’altra idea originale, Ludwig Psenner pensò di far “crescere” la pera direttamente in bottiglia in cui sarebbe stato imbottigliato il distillato di pere Williams.

Ne fece una vera e propria scuola di questo (con tutti i segreti del mestiere) e, a differenza di altri distillatori che introducono la pera a posteriori attraverso un fondo svitabile, la Psenner mantiene la procedura originale, grazie alla possibilità di tipo di coltivazione negli estesi frutteti di proprietà anche malgrado il dispendio di tempo e risorse nel realizzarla.

Con l’acquisto di ben 70 ettari di terreno agricolo, che la famiglia Psenner trasformò in vastissimi frutteti, si realizzava così il grande progetto di assicurarsi anche il controllo delle materie prime.

Introducendo oltre che l’elevata qualità, anche in anticipo sui tempi, la rintracciabilità della filiera.

Oggi la Psenner, grazie agli accorgimenti usati nella lavorazione e nel particolare metodo di distillazione, offre ai suoi clienti una gamma di altissima qualità.

Ecco una sintetica scheda di degustazione:

Distillato di pere “Williams”:

Grado alcolico 40° vol.

Limpidezza = Trasparente

Intensità olfattiva = persistente, gradevole

Percezione Pseudocalorica = buon grado alcolico

Armonica

Intensamente fruttata = pera Williams

Fine-Franca-Persistente

 

Liquore “Nocciola”:

Grado alcolico 28° vol.

Colore = Nocciola

Intensità olfattiva = dolcemente persistente

Percezione Pseudocalorica = mediamente alcolico       Liquore di "NOCCIOLA" 28° vol.

Armonicamente cremoso

Sapore continuo

Fine- Franco-Persistente

 

Liquore di Rododendro e Cirmolo “ALMRAUSCH”:

Grado alcolico = 30° vol.

Colore = Ambrato carico

Intensità olfattiva = profumo intenso di fiori di montagna

Percezione Pseudocalorica = assolutamente equilibrata

Armonico

Sapore particolare

Fine-Franco-Persistente

 

Grappa dell’Alpino: (Cappello Alpino di plastica per ogni bottiglia, esterno)

Acquavite di Vinacce = (nella bottiglia è inserita una miniatura di Alpino col fucile, in legno di rovere)

Grado alcolico = 40° vol.

Colore = Ambrata (all’origine grappa bianca che assume il colore ambrato per la miniatura di legno di rovere)

Intensità olfattiva = Persistente

Percezione Pseudocalorica = buon grado alcolico

Armonica

Fine-Franca-Persistente

Grappa dell'Alpino 40° vol.

 

Grappe di monovitigno che vi invitiamo a degustare:

° LAGRAIN = 41°

° PINOT NERO= 43°

° GEWÜRZ-TRAMINER= 43°

° SAUVIGNON = 43°

° SANTA- MAGDALENER – BARRIQUES-= 41°

Renato Hagman

Visite al Vinitaly

Abbiamo iniziato a visitare, in qualità di rappresentanti A.D.I.D. Brescia  la regione Veneto dell’agroalimentare, ed in special modo la ditta “Figulì”. Questa idea è iniziata con le Foglie di Visnadello (Treviso), paese dove sono nate e con gli ingredienti nutrizionali scelti, come la farina di tipo 1 con un più alto rapporto proteinico, più scura, riguardo alla farina di tipo 0 e 00, cioè con una percentuale meno elevata di raffinatezza, e questo dà il gusto ed il sapore del pane di una volta. Con l’olio extravergine di oliva ITALIANO, e con il sale marino integrato di Cervia.

I prodotti Figulì sono :

° Le Foglie: a forma romboidale, croccanti, da sole per un sano e leggero fuori pasto – nel cestino del pane.

LE FOGLIE° per l’aperitivo analcolico e non, per creare piattini con crudité, oppure antipasti con salse più o meno piccanti.

° tra una degustazione tra un vino e l’altro, anche tra un distillato e l’altro, parliamo sempre di degustazione.

° anche con i dolci, grazie alla sua tenue sapidità e delicato sapore – con creme , gelati marmellate e confetture.

In commercio sono nella versione classica – al sesamo – al rosmarino – origano siciliano – paprika – al peperoncino.

° I Ramì: piccoli bastoncini di pane molto friabili e delicatamente tostati, versione classica ed al rosmarino. Questi “rametti” squisiti hanno meritato il premio “Golosario” assegnato in chiusura di Vinitaly.

° Le Tele: a forma rettangolare e nella versione quadrata che è più spessa per una maggior consistenza, versione classica ed al rosmarino.

Avremo modo di farli assaggiare ai nostri Soci A.D.I.D. assieme ad una selezione di distillati.

 

Renato Hagman