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Anna Maria Lavarini terzo premio a “Versi Distillati”

Ecco la lirica che ha meritato il terzo premio a “Versi Distillati”, undicesima edizione.

L’UOMO DEI CAMPI

Sulla soglia del mattino,

appagato e felice come non mai,

abbracciava con lo sguardo,

il suo vigneto,

gravido di grappoli benedetti,

mentre una tenerezza di sole,

si distendeva sopra i filari.

Era limpido il cielo quel mattino,

troppo limpido, in cuore sentiva

che tanta felicità non poteva durare.

Nuvole scure, avanzando in punta di piedi,

cancellavano la dolcezza della sera.

Anch’io, guardavo con trepidazione,

i filari di giorni traboccanti di,

dolci aspettative

e mi lasciavo stordire ed abbracciare

dal profumo dell’attesa.

Un brivido lungo la schiena,

un presentimento?

Picchiò inesorabilmente,

la grandine quella notte.

Al mattino, guardavo inerme,

mentre lacrime amare, si univano

al pianto del cielo e delle viti,

che scivolando copiosamente

lenivano la disperazione.

Domani come l’uomo dei campi,

asciugherò il pianto

camminerò scalza tra i giorni devastati,

so che dovrò lavorare,

con tutte le mie forze

e curare con amore quel che mi resta,

finché nuova linfa di speranza,

farà di nuovo fiorire la mia vita.

Il mio cuore vecchio alambicco

con pazienza aspetterà nuove vendemmie,

intanto bottiglie con etichette che parlano

di poesia, di amore, di “grappa” aspettano…

ambrosia per il domani.

“Canto per un vento”. Francesco Indrigo segnalato a “Versi Distillati” 11

Poesia in dialetto friulano della Bassa

A no j è louc pì ver dal grin da la tiara,

di dulà ch’i ti rivis, di dulà ch’i ti doventis.

A impiâ la Viarta, a stralùsi l’Estât.

 

‘I ti sos viesta blancia a pandini li nots.

A dismovi la biela lûs ch’a ni polsa in-tai vui,

e contâ il mont cul tiò prufun intor.

 

Al è un striament poiâ i lavris tal tiò vint,

ch’a n’invulusea di figotès l’Autun,

ch’a ni cuièta il crut dal Unviâr.

La me agadivit a no è doma vint ma anima neta.

Canto per un vento / / Non c’è luogo più autentico del grembo della terra, / da dove giungi, dov’é il tuo divenire. / Ad accendere la primavera, a tralucere l’estate. / / Sei veste bianca a smascherarci le notti. / A destare la bella luce che ci riposa negli occhi, / e declinare il mondo con la tua fragranza addosso. / / E’ un incantesimo accostare le labbra sul tuo vento, / che ci avvolge di tenerezze l’autunno, che ci acquieta l’asprezza dell’inverno. / La mia acquavite non è solo vento ma anima monda.