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Ivo Compagnoni a “Vernice” di Forlì. Con … lo “spirito” di A.D.I.D. Brescia

L’artista Ivo Compagnoni espone in questi giorni a “Vernice. Art Fair” di Forlì. Un momento ideale per il bresciano, fresco delle esposizioni a Genova e a Parma, perché Forlì e un’importante area e si colloca tra le città più attive nelle offerte artistiche, soprattutto con l’ultima in corso sull’Art Decò, prima grande mostra dedicata a quell’importante periodo artistico italiano.

L’Artista espone quadri interessanti, alcune sue creazioni particolarmente curate realizzate con materiali di riuso, poveri e resi ricci dall’estro creativo.

Troviamo allora i sacchi utilizzati per trasportare i chicchi di caffè, accanto alle linee pulite, geometriche che intercettano i nidi di vespe e api che sono diventati il simbolo di Ivo. Stavolta accompagnato in mostra da ADID Brescia che, con la collaborazione delle Distillerie Peroni Maddalena di Gussago (Brescia), hanno voluto portare a Forlì un tocco di produzione bresciana, nell’intento di sottolineare come l’arte può essere tramite di cultura a tutto tondo. Sia quella della distillazione, che Compagnoni ha impreziosito con le sue opere, avendo ripetutamente dedicato all’arte, soprattutto della produzione di grappa, molti quadri, sia quella del riuso e riciclo che Ivo ha sempre messo in atto con le sue creazioni.

L’Artista, infatti, guarda alla realtà con occhi liberi da condizionamenti e questo fa sì che sappia fare uscire dai singoli oggetti, dai paesaggi, da pezzi di legno o di vetro, o da pelli di serpenti, quel tocco di originalità che diventa rispetto per la materia e materico nel ricrearlo e rigenerarlo.

Ancora una volta un Artista da scoprire. O riscoprire.

                                             

 

Il convegno: “La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani” tenutosi a Brescia ieri, 25 novembre, organizzato da A.D.I.D. Brescia con l’egida di A.D.I.D. nazionale, ha avuto pieno successo. Già apprezzato per il concetto e l’organizzazione, con la partecipazione di tutti i relatori, alcuni dei quali giunti a Brescia malgrado le pessime condizioni del tempo, e soprattutto delle strade, a causa di esondazioni di fiumi, è stato dimostrato come l’Associazione Degustatori di Distillati sappia catalizzare intorno a sé chi è disposto a fare squadra. Questo, in sintesi, anche l’intervento dell’Assessore di Regione Lombardia Mauro Parolini, che ha sottolineato come le istituzioni debbano ascoltare le esigenze del territorio ed essere capaci di convergerle affinché un ambito tragga aiuto e beneficio all’altro, restituendoglielo. Lavorando in team appunto.

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I distillatori operano al meglio e questo rende alla natura almeno una parte di quanto la natura stessa dà all’uomo; ciò porta un forte beneficio al territorio in termini di lavoro, di possibilità di sviluppo turistico, di attrattiva del territorio stesso per la sua offerta complessiva. Pertanto l’intervento puntuale ed esaustivo dell’Assessore ha proprio sottolineato un ambito e un politica regionali che, in piccolo ma laboriosamente, è quanto la Delegazione di Brescia di A.D.I.D fa da alcuni anni, grazie soprattutto al Governatore Renato Hagman, perché l’Associazione non sia soltanto un veicolo di degustazioni gratuite di distillati o un promoter aziendale, ma compia veramente il suo lavoro associativo, proponendo ai soci cultura, approfondimento, professionalizzazione che parte sì da una passione, ma che deve cercare di istruirsi per trasmettere quei valori che la bottiglia stessa del distillato, e della grappa in questo caso, racchiude.

Durante il convegno, due emozionanti momenti: la consegna del riconoscimento ai soci fondatori e della targa alle Delegazioni A.D.I.D. per commemorare i quindici anni della fondazione.

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Altrettanto interessante l’intervento dell’assessore comunale alla Sicurezza Valter Mucchetti che ha sottolineato come il lavoro comunale in favore delle buone prassi, soprattutto dei giovani in questo caso ma non solo, non sia in dissonanza con l’attività di A.D.I.D.: entrambe sono volte al bere consapevole, se si beve, per fare comprendere come si possa apprezzare un prodotto buono, di qualità preferibilmente, senza per questo causare danni a sé e al prossimo. L’impegno ad istruire in questo senso, che il Comune dimostrava proprio nella tarda mattinata dello stesso giorno con un corso a studenti, non è volto a moralizzare comportamenti, ma a far sì che un piacere non diventi un problemi sociale come si vede spesso. L’apprezzamento dell’amministrazione comunale per l’attività cittadina di A.D.I.D. è stato dimostrato anche con la concessione del patrocinio all’iniziativa e avendo messo a disposizione lo splendido palazzo Martinengo Delle Palle, sede centrale e bellissima per un convegno che meritava attenzione istituzionale e non solo.

Presenti i rappresentanti della Camera di Commercio di Brescia (che ha patrocinato l’evento), di A2A, di Arthob, del Vescovo di Brescia, delle scuole d’indirizzo cittadine. Presenti gli studenti e alcuni docenti dell’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane, sia come fruitori del convegno che alcuni di loro per il servizio alla pausa caffè che ha visto partner il caffè Agust, Gandola e Pasticceria Camera.

 

A Brescia la mostra “La Grappa diventa arte” di Ivo Compagnoni

Inaugurata a Brescia la mostra di Ivo Compagnoni “La Grappa diventa arte” alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mauro Parolini, di A.D.I.D. rappresentata da Alessia Biasiolo, Renato Hagman, Bruno Gobbi, Fioravante Buttignol, Franco Nobili, con le riprese di Brixia Channel. Tra i molti presenti, l’assessore comunale alla Sicurezza Valter Mucchetti, l’ingegnere Masserdotti di A2A, Antonio D’Azzeo della Camera di Commercio di Brescia, don Claudio in rappresentanza del Vescovo di Brescia, gli studenti dell’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane ai quali l’artista ha spiegato la sua tecnica pittorica.

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Giunta ad una tappa ancor più interessante, proprio la tecnica di Ivo Compagnoni attira l’attenzione per i molti materiali di riuso che campeggiano sulle sue tele, fatte di materia che rappresenta un umano di sempre maggiore spessore. In questo caso, il ciclo di quadri realizzati ha come argomento la Grappa, regina dei distillati Made in Italy. Non manca l’omaggio ad A.D.I.D. e al suo percorso di insegnamento e di degustazione, immortalato tra versi dedicati alla grappa e sniffer, con l’ambiente che non è mai secondario. Bedizzole, il campo, la trattoria storica, la natura che incontra l’uomo e si intreccia a lui in un connubio che diventa arte nel bicchiere o sulla tela. Una tela che ferma le emozioni della degustazione dei sensi, che sa essere traghettatrice di una tradizione antica e moderna di cui molto si è parlato nel convegno che ha fatto da cornice alla mostra di Compagnoni.

Una cornice a quadri che non l’hanno, perché il momento fermato dall’Artista non si ferma in realtà del tutto, ma lascia lo spazio per immaginare un prima e un domani, sapendo che il serpente del quale Ivo ha utilizzato la pelle la muterà ancora e che lo sguardo del fruitore deve andare bene al di là di un confine artificiale.

La mostra resterà aperta da lunedì 28 novembre fino a venerdì 2 dicembre dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 ad ingresso libero nel bellissimo spazio concesso dal Comune di Brescia.

 

“La Grappa diventa arte”, Ivo Compagnoni per A.D.I.D. Brescia

Brescia, Palazzo Martinengo Delle Palle, Via San Martino della Battaglia 18

con il patrocinio del Comune di Brescia, Della Camera di Commercio di Brescia, della Fondazione ASM di Brescia

 

La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani

Il convegno organizzato a Brescia da A.D.I.D. (Associazione Degustatori Italiani Grappa e Distillati) per festeggiare i 15 anni di fondazione, avrà per tema il distillato italiano per eccellenza, la grappa.

La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani sarà il titolo del convegno che si terrà il prossimo 25 novembre, dalle 9 alle 12/12.30 a Brescia, presso il prestigioso Palazzo Martinengo Delle Palle, in Via San Martino della Battaglia 18.

Patrocinato dal Comune di Brescia, dalla Camera di Commercio di Brescia, da Fondazione ASM di Brescia, il convegno vede tra i relatori nomi illustri della distillazione.

Verrà aperto dai saluti istituzionali del Presidente nazionale di A.D.I.D e dell’Amministrazione comunale; quindi la parola passerà all’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Mauro Parolini. Scopo del convegno è fare il punto sul comparto che ha sempre visto la provincia di Brescia al primo posto nel panorama nazionale dove, ancora oggi, rappresenta la capacità di distillare buona parte della vinaccia che arriva in provincia di Brescia da gran parte del territorio nazionale. Il primo intervento di settore sarà affidato al Governatore di A.D.I.D. Brescia, nonché uno degli otto soci fondatori, Renato Hagman che terrà l’intervento dal titolo del convegno stesso. Sarà poi la volta di Fioravante Buttignol, enologo, tecnico degustatore e socio A.D.I.D. che tratterà dell’antica arte del riuso/riciclo che è la grappa stessa. Interverrà Carlo Andreoli, delle Distilleria Peroni Maddalena di Gussago (Brescia) con La produzione di grappa bresciana, italiana e biologica. Prima della pausa caffè, il taglio del nastro della mostra dell’artista Ivo Compagnoni: “La Grappa diventa arte” che resterà aperta una settimana.

Riprenderanno i lavori con il ragionier Luigi Barile, della rinomata Distilleria Artigiana Grappa di Silvano d’Orba, con il suo discorso intorno a L’arte dell’invecchiamento della grappa; Elisa Belvedere Mazzetti, delle Distillerie Mazzetti d’Altavilla di Altavilla Monferrato racconterà 170 anni di Grappa. Un viaggio nel distillato italiano tra passato e futuro. Pierluigi Bosso, della Distilleria Bosso di Cunico, tratterà l’interessante argomento riguardante La I.G. Grappa e l’origine della materia prima per concludere con Grappa andata e ritorno. Distillazione della vinaccia e della frutta nazionale a Km0 a cura di Claudio Tomasi, direttore commerciale della Distilleria Psenner di Termeno. Moderatrice dell’incontro la giornalista Alessia Biasiolo.

Durante il convegno, un momento verrà dedicato ai Soci Fondatori Renato Hagman, Marino Damonti, Marco Pietra, Pietro Scolari, Giovanni Bacchiega, Italico Sana, Renato Paini, Antenore Toscani che appunto 15 anni fa diedero vita al sodalizio.

Partner tecnici della manifestazione sono l’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane, la Pasticceria Camera di Brescia, Gandola di Ponte San Marco e Agust, torrefazione di caffè che festeggia i 70 anni. Media partener è lemienotizie.com che aggiornerà sui vari aspetti del convegno e le attività collaterali del fine settimana dedicato ai festeggiamenti A.D.I.D.

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Pasteggiando a distillati… successo A.D.I.D. a “Rovato sotto le Stelle”

Giornata prefestiva, adatta alla cena in compagnia e senza pensiero per la guida, dal momento che il bellissimo monastero di Santa Maria Annunziata di Rovato si raggiunge comodamente in bus navetta messo a disposizione dell’organizzazione.

A.D.I.D. Brescia, pur se in una posizione poco felice, ha avuto modo di trasmettere a decine e decine di persone i principi associativi, la delicatezza del pasteggiare a distillati, la pienezza di gusto che si ottiene abbinando ad un primo o a un secondo i distillati, durante il percorso enogastronomico di “Rovato sotto le Stelle”, seconda edizione, tenutasi lo scorso 1 giugno.

Quindi, presente il governatore di Brescia Renato Hagman, coadiuvato dal socio degustatore Franco Nobili e in collaborazione con il socio degustatore Alberto Bittu, raggiunto poi dal vicepresidente nazionale Alessia Biasiolo, ecco che A.D.I.D. Brescia ha presentato ai convenuti due veri gioielli della produzione locale: la grappa Stravecchia Frati, di Rovato, e la grappa Barricata Pinot delle Distillerie Peroni Maddalena di Gussago, che hanno presentato anche il liquore alla cannella. Abbinamenti perfetti per il polipo con patate e il tortino ai carciofi dell’antipasto (grappa Frati), con i fusilli al ragù di cinghiale (grappa Peroni), con il risotto formaggio e pere (grappa Frati) e il manzo all’olio di Rovato (grappa Frati). Con il dolce, alternativamente la grappa Peroni e il liquore alla cannella, soprattutto abbinato ad un’eccezionale colomba con farina integrale e lievito madre, aggiunta di cioccolato, realizzata appositamente da Zani del ristorante Ciar de Luna di Sarezzo, anche lui socio A.D.I.D. Ma la scelta dei distillati si sposava perfettamente anche con il dolce artigianale messo a disposizione di A.D.I.D., per il bello stand corredato da vetrinette espositive con distillati, dallo stesso Frati. Molte le persone che, come spesso accade, arrivano al banco per chiedere la grappa a fine pasto, come classico “correttivo” del caffè, ma tant’è, tra tante persone (un migliaio di biglietti venduti per il percorso enogastronomico), non è possibile pensare di scardinare i preconcetti con un assaggio soltanto.

Invece, molte le soddisfazioni da parte di chi, come già accaduto lo scorso anno, o si ricorda di A.D.I.D. proprio per l’originale proposta di abbinamento della grappa con piatti strutturati, o che ringrazia per aver scoperto che il famosissimo manzo all’olio di Rovato, con una buona grappa e una buona polenta accanto (preparata espressa da valenti cuochi), è davvero un’esperienza indimenticabile.

Anche perché i piatti sono stati tutti cucinati dai soci dell’Associazione Ristoratori Rovatesi, e quindi una garanzia di bontà e di genuinità di prodotti.

A.D.I.D. Brescia ha pubblicizzato il nuovo corso per Degustatori che inizierà a Brescia il prossimo 13 giugno (al raggiungimento di un numero congruo di partecipanti) e la cena distillata del prossimo 24 giugno di cui avremo modo di scrivere.

I Profumi della Grappa

Lo scorso 15 maggio, presso l’Aula Magna ISISS “Cerletti” di Conegliano, in provincia di Treviso, si è tenuto un interessante seminario dal titolo “I Profumi della Grappa. Studi della materia prima e dei distillati per il miglioramento della qualità”. Un seminario aperto ai professionisti e ai tecnici del mondo dei distillati, durante il quale sono state presentate alcune ricerche recenti sulle sperimentazioni eseguite sulle vinacce e i distillati, finalizzate al miglioramento della qualità delle grappe. Il seminario, organizzato dall’Osservatorio Interdisciplinare di Conegliano in collaborazione con molte realtà del territorio, ha avuto illustri relatori.

AdidBrescia ne dà conto, pubblicando gli atti del Seminario. Iniziamo dalla relazione di Stefano Moser, docente del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, con il contributo dal titolo: “Effetti dei trattamenti delle flemme sulla qualità delle grappe”.

La qualità dei distillati, in particolar modo di quelli ottenuti da vinaccia, è strettamente legata alle caratteristiche della materia prima, allo stato di conservazione della stessa nonché alla bontà dei processi di distillazione. I distillati di vinaccia sono caratterizzati da numerose componenti aromatiche, le quali giocano un ruolo importante sul profilo sensoriale; tra le più importanti si possono citare gli esteri etilici degli acidi grassi e i composti carbonilici di natura aldeidica e chetonica (Usseglio-Tomasset, 1970; Versini et al., 1978; Profumo et al., 1988). Gli esteri derivano dal metabolismo secondario dei microrganismi durante la fermentazione alcolica. La distillazione arricchisce nei vapori alcolici questi composti che contribuiscono significativamente alla componente fruttata del bouquet sensoriale in tutti i distillati di frutta (Meilgaard, 1975; Salo et al., 1972; Postel e Adam, 1984). Talvolta, la presenza di questi composti raggiunge livelli di concentrazione tali da rendere le loro note fruttate stucchevoli e poco fini, ad esempio nei distillati da vinacce di uva per basi spumanti o in prodotti che maturano in legno. Le aldeidi alifatiche a media catena con una o due insaturazioni, tra i composti carbonilici, sono responsabili di note impure e sgradevoli da “vegetale-raspo”, “untuoso rancido” o note sfumate verso la “nocciola-mandorla”. Altri composti carbonilici, tra cui i 2-metilchetoni a numero dispari di atomi di carbonio, contribuiscono alle note da “formaggio”, da “vegetale” e da “rancho” come osservato in studi condotti sui distillati lungamente invecchiati in legno (Williams e Strauss, 1978; Versini et al., 1979 e 1981; Flamini et al., 2005). Tutti questi composti derivano dal metabolismo ossidativo degli acidi grassi a media e lunga catena per via enzimatica o per reazioni chimiche conseguenti alla formazione di perossidi durante le fasi di conservazione della materia prima. Il Laboratorio Aromi e Distillati della Fondazione Mach ha realizzato, in collaborazione con alcune distillerie trentine, attività di sperimentazione pluriennale sugli effetti che la diversa gestione delle flemme può avere sul contenuto in esteri etilici e nei composti carbonilici sopra citati. Gli studi sono stati realizzati partendo da vinacce ottimamente conservate, impiegando distillatori tradizionali discontinui a bagnomaria modificati per la separazione delle flemme prima della rettifica. Le flemme stesse sono state sottoposte a trattamenti fisici (refrigerazione e filtrazione) e chimici (neutralizzazione del pH e riduzione selettiva di alcune aldeidi).

Le flemme trattate sono state quindi reintrodotte nell’alambicco e distillate in colonna tipo Zadra. Le grappe da esse ottenute sono state caratterizzate chimicamente per gascromatografia e spettrometria di massa e, dopo opportuna diluizione in laboratorio, sono state analizzate sensorialmente mediante metodo descrittivo da un panel di 6 esperti, Dai risultati ottenuti si è evidenziato come l’effetto della filtrazione dopo refrigerazione delle flemme riduca notevolmente il contenuto di esteri medio e medio-altobollenti nella grappa (principalmente caprilato e caprato di etile), responsabili della nota fruttata più pesante. Questi composti non sarebbero altrimenti diminuiti oltre il 10-20% durante le consuete fasi finali di refrigerazione e filtrazione della grappa prima dell’imbottigliamento (Versini et al., 1989). Operando su flemme portate a neutralità, si è conseguita anche una sensibile diminuzione della frazione acida, in particolare quella a nota butirrica e grassa. L’operazione di filtrazione delle flemme ha ridotto sensibilmente la nota “vegetale da raspo”, spesso presente nelle grappe (da non confondersi con quella “erbacea” data dall’acetaldeide), la nota “untuosa-rancida” tipica dei distillati da vinacce a lungo insilate e la nota “putrida-da crauti”. I trattamenti delle flemme, tuttavia, possono portare a volte ad una diminuzione di alcuni composti terpenici, sebbene il prodotto finale presenti sempre una maggior intensità floreale varietale e finezza aromatica. In conclusione, gli approcci indagati hanno dimostrato la possibilità di gestire l’eccessiva nota fruttata e alcuni sentori particolarmente sgradevoli presenti talvolta nei distillati di vinaccia.

Le ricerche sono state in parte condotte nell’ambito di programmi sovvenzionati dall’Accademia della Grappa e delle Acquaviti e dal Ministero per le Politiche Agricole (Progetti FEM-Distillerie Segnana “Fingrappa” e “MiTiGra”).