Ivo Compagnoni al “Museo del Distillato”
Ospita alcuni quadri di Ivo Compagnoni della mostra “La Grappa diventa arte” il piccolo Museo del Distillato della Delegazione di Brescia di A.D.I.D.
Presso la sede sono state aperte ieri, 14 gennaio, le iscrizioni all’Associazione per il 2017, oppure il rinnovo. A.D.I.D.
Brescia dà il benvenuto, nell’occasione, al nuovo socio Eligio. Per informazioni sugli orari di apertura e sulla possibilità di rinnovare e sottoscrivere l’adesione associativa, contattare adidbrescia@virgilio.it
Intervento di Luigi Barile al Convegno A.D.I.D.
Pubblichiamo il testo scritto dell’intervento del rag. Barile, tenuto nell’ambito del convegno A.D.I.D. “La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani” del 25 novembre scorso. Il testo costituisce una sintesi dell’interessante intervento, ricco di aneddoti e di racconti a braccio da parte del cortesissimo e simpaticissimo signor Barile.
Un saluto a tutti i partecipanti ed in particolare agli organizzatori che mi hanno invitato a questo convegno a trattare l’argomento sull’invecchiamento della grappa. Come sapete, sono un piccolo distillatore con distilleria a Silvano d’Orba nel basso Piemonte ma di origine sono genovese. La storia della mia distilleria è nata nel 1976 quando, con un amico d’infanzia, abbiamo realizzato un progetto pensato molti anni prima.
Parlo subito del mio grande amico e socio Antonio Bormida perché se oggi ho acquistato visibilità e notorietà è anche grazie alle sue idee che abbiamo realizzato insieme.
Nella mia vita ho fatto molti lavori e questi mi hanno dato una capacità pratica che mi è servita appunto quando ho iniziato a distillare in una distilleria molto antica in cui la manualità gioca un ruolo di rilievo.
Perché questo preambolo mentre sono qui per parlare dell’invecchiamento della grappa? La ragione consiste nel fatto che siamo stati i primi ad invecchiare la grappa. Premetto: non ad affinare, ad invecchiare.
L’affinamento è un processo diverso e si può fare anche nell’acciaio. Quando abbiamo acquistato la distilleria di Silvano d’Orba, la stessa era chiusa da alcuni anni e quindi non aveva scorte di alcun genere.
Anzi, la stessa era abbandonata e in condizioni molto precarie, sia come impianto che come struttura. Prima cosa abbiamo provveduto a rimettere in sesto tutto ma, non avendo né clientela né scorte ed avendo la necessità di ristrutturare l’immobile e le pertinenze, abbiamo pensato di mettere la grappa prodotta in quell’anno e negli anni successivi, in botte appunto per poter vendere quando sarebbe stato il momento la grappa “invecchiata”.
Per cui abbiamo fatto di necessità virtù.
Pur avendo fatto molti lavori, non conoscevo i problemi del vino e della distillazione, mentre il mio amico e socio Antonio Bormida, che era figlio di un commerciante di vini di Bistagno (paese vicino a Canelli e Nizza Monferrato) sapeva tutto sia sul vino che sui distillati e quindi le idee su come trattare la grappa sono state sue.
Non solo, ma avendo deciso di scegliere le botti come contenitori, il mio amico propose di acquistare delle botti già usate per non caratterizzare troppo la grappa che, come è noto, è stata sempre venduta giovane.
Vi era allora a Genova un rivenditore di botti usate che erano servite per il trasporto di whisky e che a Genova venivano svuotate per essere poi imbottigliate dalla ditta F.lli Boero.
La scelta delle botti usate come abbiamo visto era per non caratterizzare troppo la grappa ma non è trascurabile il fatto che le botti usate costano molto, ma molto meno.
Un’ultima precisazione prima di passare al dettaglio dell’invecchiamento è che quando abbiamo acquistato la distilleria nel 1976 siamo partiti con le idee molto chiare, cioè quelle di fare qualità mentre allora si pensava solo alla quantità. Infatti, era il periodo in cui vi è stata la moria delle piccole distillerie che non potevano competere con le grappe industriali per prezzo e distribuzione.
I nostri paletti furono:
- distillare solo nel periodo delle vinacce fresche della zona, cioè il dolcetto, e per soli 40 giorni;
- mantenere il fuoco a legna di cui era ed è dotato l’impianto (che va detto è uno dei pochi rimasti a bagno-maria alla piemontese);
- utilizzare solo il cuore del processo distillatorio, quindi bassa resa.
Come già detto, abbiamo deciso di invecchiare la grappa usando le botti usate. Nel nostro caso, in un primo tempo abbiamo usato le botti che provenivano dalla Scozia e che peraltro hanno conferito un bouquet più ampio dovuto appunto al precedente invecchiamento del whisky; per esempio, alcune grappe invecchiate richiamano l’affumicato della torba.
Va detto che tra i legni usati per l’invecchiamento dei distillati è principalmente il rovere: si può usare anche il castagno, il frassino e l’acacia, ma il rovere è quello che conferisce il miglior risultato finale.
Vi sono tanti tipi di rovere, ma ultimamente prevale quello della foresta centrale francese; Allier, il TronÇais, Limousine, che sono usati specialmente per l’affinamento del vino, appunto perché conferisce un buon risultato finale.
Poi abbiamo comprato altre botti e precisamente barrique del noto produttore di barbaresco Gaia, con l’avvertenza che non avessero fatto affinare vini rossi, perché avrebbero colorato troppo la grappa. Noi abbiamo appunto acquistato botti usate che avevano affinato il famoso Gaia Rei, un vino bianco.
Abbiamo poi acquistato altre botti da altri fornitori, sia nuove che usate da altre aziende.
Poiché l’invecchiamento in botte comporta una perdita di prodotto che si aggira intorno al 2-4% all’anno, era necessario avere delle scorte per il rabbocco come peraltro si fa nel vino. Solo che nel vino si fa una volta alla settimana, mentre per la grappa si fa una volta all’anno.
La perdita di prodotto è dovuta alla traspirazione del legno il quale, non essendo a tenuta stagna, ma avendo la porosità, lascia uscire una parte di alcool così come lascia entrare una parte di ossigeno. Nel nostro caso, la micro-ossigenazione del distillato è una cosa molto importante, in quanto va a ossidare le sostanze contenute nella grappa e le trasforma. Questo processo fisico-chimico si ha anche con il contatto della grappa con le pareti di legno, cioè la grappa funge da solvente e cattura dal legno tannini ed altre sostanze, come la lignina, che vanno appunto ad influenzare il gusto della grappa stessa.
Come sappiamo, la grappa ha molte più sostanze gustative di altri distillati e perciò il bouquet che ne viene fuori è molto più ampio e dà luogo a sentori di liquirizia, tabacco, cacao, frutta secca, eccetera.
Ciò è dovuto appunto alla trasformazione chimico-fisica di cui abbiamo parlato. Breve accenno al colore: il colore è più o meno intenso in base all’anzianità della botte, ma anche dal tempo in cui il prodotto rimane nella botte stessa. Vi è anche da dire che la capacità della botte è importante. È intuitivo che più la botte è piccola e maggiore è la superficie a contatto con il prodotto, perciò maggiore è il calo del distillato durante l’anno sia come quantità che come grado. Nel mio caso, ho introdotto grappa da 50 a 55 gradi in botti da 250 e da 225 litri (grado massimo che produce la mia distilleria) e dopo 40 anni alcune botti toccano i 42-43 gradi; gradazione ottimale per essere imbottigliata così.
Pertanto si può concludere con il fatto che la grappa invecchiata raggiunge delle tonalità di colore e di bouquet in base agli anni, alla botte che l’ha contenuta e alla cura che è stata posta nei rabbocchi durante l’invecchiamento.
Come forse saprete, la mia grappa è stata scelta dalla CCIAA di Genova, e dal Governo Italiano poi, per farne omaggio ai capi di Stato al G8 di Genova del 2001 e in Canada nel 2009, motivandolo con il fatto che, essendo la grappa il distillato nazionale ed avendo appunto la mia grappa raggiunto livelli di qualità molto alti, meritava di essere regalata in tali occasioni e di rappresentare l’Italia.
Grazie per l’ascolto.
Rag. Luigi Barile
Il veterano dei Soci Fondatori A.D.I.D. Giovanni Bacchiega
Giovanni Bacchiega è il nostro Socio Fondatore più anziano. Il Governatore Renato Hagman è andato a trovarlo per consegnargli, comodamente nella sua abitazione, l’omaggio che A.D.I.D. ha realizzato per ricordare il significativo anniversario dei 15 anni dell’Associazione. L’iniziativa, come abbiamo scritto, è avvenuta nell’ambito delle celebrazioni tenutesi a Brescia il 25 e 26 novembre scorsi, ma le 92 primavere di Giovanni hanno meritato una consegna speciale. Pertanto, in occasione delle festività di fine anno, a nome del Consiglio Nazionale, della Delegazione di Brescia, degli altri Soci Fondatori e di tutti i Soci dell’Associazione che idealmente lo abbracciano, Hagman ha consegnato a Giovanni il riconoscimento: una targa silver plated su fermacarte in vetro. Giovanni Bacchiega ha gradito, ricambiando l’affetto di tutta A.D.I.D. e ponendo a tutti i suoi più cordiali saluti e auguri per un ottimo 2017.
BUON NATALE da A.D.I.D. BRESCIA
I Soci della Delegazione di Brescia
di A.D.I.D.
porgono a tutti i lettori
i più sinceri auguri di
Buon Natale!
“Versi Distillati” di Bruno Centomo per la Grappa
Ecco un’altra Poesia premiata lo scorso 26 novembre.
RICORDI AL RINTOCCO DEL MATTUTINO
Correva il fante con la grappa in corpo, di trincea in trincea.
Gli dava la forza d’andare a morire, penzoloni in un pozzo
d’ombre di miserie, di voglia di casa, d’odori di minestra
e baci innamorati da rubare alla sua Maria che l’aspettava.
Si scaldava l’alpino sotto le crode del Pasubio.
Con un goccio di grappa stava di vedetta al freddo della neve,
scrollato dal battito violento del vento di tempesta.
Pure lui sognava casa, calore di legna, polenta calda.
Noi si sta qui a ripensare la storia, quei piccoli uomini
bruciati dal ricordo, scomparsi nel tempo.
E diventa piacere malinconico sorseggiare nel tulipe
la grappa affinata che ricorda appena quella gentile
che il nonno distillava in casa. Lui era stato sul Carso,
a quel soldato c’aveva parlato, gli era morto di fianco.
Alzava il bicchiere goffo di vetro pesante,
e brindava contento, con gli occhi lucidi
quando, dal collo di cigno, quel pozzo di voci e d’aromi
si faceva lentamente caldo vapore intenso.
Diveniva presto lacrima, quel distillato odoroso,
e risuonava presto dei canti e dell’allegria in contrada.
Assieme alla mestizia della vita dura dei campi.
Lontane campane segnavano e segnano l’ora del mattutino.
Bruno Centomo
L’anima della Grappa nei versi di Agnese Girlanda
Premiate a Brescia, nell’ambito dei festeggiamenti del quindicesimo anniversario di fondazione dell’Associazione, le poesie di “Versi Distillati” accuratamente selezionate dalla Giuria. “Versi Distillati”, a sua volta, compie quest’anno i dieci anni.
Ecco il bel testo di Agnese Girlanda, letto durante la premiazione dall’autrice nel suo musicale dialetto veronese:
ANEMA DE GRASPA
Sta sera, denansi a on bicerìn
de mosa color de la luna,
me torna el ricordo de na caneva
dal cor insacà drento
na sengia de tufo,
là, fra telarine de tempo
me nono el rancurava
on vesotìn de roaro
che, in chela pansa
se maurava el so sogno biondo:
on spirito divin,
nato da le graspe de l’ùa
e da le so mane amorose.
Chel distilà garibaldin
l’avarea scaldà vene,
impissà emossioni, resentà
malinconie e silensi d’amor.
Ne i so brassi, drento vaseti
da i oci verdesini,
avarea noà le sirese
piassé bele de l’istà,
pronte a far bela siera
sora a la scansìa inchitarà
da ’l pisseto de la nona.
Desso, el se sposa co tanti drink…
ma… l’anema de chela graspa,
la restarà sempre trasparente!
ANIMA DI GRAPPA– Questa sera, innanzi ad un bicchierino / di mousse color della luna, / mi ritorna il ricordo di una cantina / insaccata in una falda di tufo / là, fra le ragnatele del tempo / mio nonno accudiva un tino di rovere, /che,in quel grembo / si maturava il suo sogno biondo:/ un spirito divino, / nato dalle bucce dell’uva e dalle sue mani amorose. // Quel distillato garibaldino / avrebbe scaldato vene, acceso emozioni, risciacquato / malinconie e silenzi d’amore. // Nelle sue braccia, dentro vasetti / dagli occhi verdini, avrebbero nuotato le ciliegie / più belle dell’estate, / pronte a fare bella cera / sopra alla mensola agghindata / dal pizzetto della nonna. // Ora, si sposa con tanti drink… / ma…l’anima di quella grappa, / resterà sempre trasparente!
Agnese Girlanda
Palazzo Martinengo Delle Palle a Brescia. Il luogo del convegno sulla Grappa
Il palazzo era di proprietà dei Conti Martinengo delle Palle. La famiglia rappresentava una delle dodici ramificazioni principali del casato Martinengo che per oltre cinque secoli fu tra i più potenti ed influenti di Brescia. Il predicato “Delle Palle” o “Dalle Palle” fu dato a questo ramo dall’ubicazione del palazzo, costruito sul campo dove si faceva il gioco della palla.
Il ramo dei Martinengo Delle Palle si estinse nel 1890; una serie di complessi passaggi ereditari destinò il palazzo al conte Caraggiani di Venezia, che nel 1940 vendette l’edificio all’ingegnere Spada. Negli anni Ottanta del Novecento, il fabbricato divenne proprietà demaniale.
Nel corso del XX secolo il Palazzo fu destinato a Corte d’Appello e Procura generale della Repubblica, fino al trasferimento delle stesse nel nuovo Palazzo di Giustizia di via Lattanzio Gambara. Attualmente, un’area dell’antico edificio è sede dell’Ordine degli Avvocati, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia.
L’impianto planimetrico originale del fabbricato risale al Cinquecento, come confermano le notizie storiche riferite da Francesco Paglia, che segnala anche l’originale presenza al pian terreno di alcuni affreschi del Moretto, oggi perduti.
È però al XVII secolo che va ascritto l’attuale impianto architettonico e stilistico dell’edificio, ed in particolare l’imponente decorazione pittorica. Al Settecento risalgono invece le porte del piano nobile e il vano dello scalone.
La facciata incompiuta è il muro rustico senza intonaco che ricorda molto Palazzo Balucanti in Via Magenta a Brescia, sede attuale del Liceo Classico Arnaldo. Le ampie finestre, incorniciate di pietra, conferiscono all’edificio un aspetto austero e solenne. Varcando il portale, di epoca successiva alla costruzione originaria, si accede al cortile d’onore, che si connota per l’ampio porticato a colonne toscane che lo abbraccia per tre lati. Dall’androne meridionale si poteva originariamente accedere a un secondo cortile senza porticato, sul quale si affacciavano alcuni fabbricati nei quali si svolgevano i servizi di palazzo. Il principale era quello adibito a scuderie, attualmente sede di un ristorante.
Sotto l’androne settentrionale ha inizio il monumentale scalone a due rampe. Le decorazioni risalgono al XVIII secolo e sono state rinnovate nel XIX secolo. Dal grande pianerottolo al primo piano si accede per la porta a nord al salone da ballo; al centro della parete nord è collocato un imponente camino con decorazioni barocche, statue di marmo fanno da telamoni e sono sormontate da fregi in stucco risalenti al tardo Seicento. Attualmente in restauro la volta, l’ordine superiore delle finestre, il cornicione praticabile con ringhiera in ferro che corre lungo tutte le pareti e il ricco fregio stuccato. Dal pianerottolo si accede a sud verso l’imponente galleria, la cui volta è affrescata da Pietro Antonio Sorisene. Nella parte centrale dell’affresco, incorniciati da finti soffitti a cassettoni decorati, vi sono sette scomparti. Nel primo, quarto e settimo a partire dall’ingresso dello scalone i medaglioni riproducono scene mitologiche volte a glorificare casa Martinengo. Si riconoscono, circondati da putti e dei, sia lo stemma che lo scudo della casata. Ad essi si alternano scomparti con decorazioni architettoniche.
Lungo tutto il perimetro della linea d’imposta della volta a botte si apre un finto matroneo con balaustre dal quale di affacciano amorini e figure allegoriche di donne (la Fama, la Pace) e dei (Apollo, le muse). Sulla galleria affacciano nove sale, tutte decorate nella volta ad eccezione di tre, da Faustinelli e da Sorisene.
Il convegno: “La Grappa: tradizione di ieri, sfida di oggi, tesoro di domani” tenutosi a Brescia ieri, 25 novembre, organizzato da A.D.I.D. Brescia con l’egida di A.D.I.D. nazionale, ha avuto pieno successo. Già apprezzato per il concetto e l’organizzazione, con la partecipazione di tutti i relatori, alcuni dei quali giunti a Brescia malgrado le pessime condizioni del tempo, e soprattutto delle strade, a causa di esondazioni di fiumi, è stato dimostrato come l’Associazione Degustatori di Distillati sappia catalizzare intorno a sé chi è disposto a fare squadra. Questo, in sintesi, anche l’intervento dell’Assessore di Regione Lombardia Mauro Parolini, che ha sottolineato come le istituzioni debbano ascoltare le esigenze del territorio ed essere capaci di convergerle affinché un ambito tragga aiuto e beneficio all’altro, restituendoglielo. Lavorando in team appunto.
I distillatori operano al meglio e questo rende alla natura almeno una parte di quanto la natura stessa dà all’uomo; ciò porta un forte beneficio al territorio in termini di lavoro, di possibilità di sviluppo turistico, di attrattiva del territorio stesso per la sua offerta complessiva. Pertanto l’intervento puntuale ed esaustivo dell’Assessore ha proprio sottolineato un ambito e un politica regionali che, in piccolo ma laboriosamente, è quanto la Delegazione di Brescia di A.D.I.D fa da alcuni anni, grazie soprattutto al Governatore Renato Hagman, perché l’Associazione non sia soltanto un veicolo di degustazioni gratuite di distillati o un promoter aziendale, ma compia veramente il suo lavoro associativo, proponendo ai soci cultura, approfondimento, professionalizzazione che parte sì da una passione, ma che deve cercare di istruirsi per trasmettere quei valori che la bottiglia stessa del distillato, e della grappa in questo caso, racchiude.
Durante il convegno, due emozionanti momenti: la consegna del riconoscimento ai soci fondatori e della targa alle Delegazioni A.D.I.D. per commemorare i quindici anni della fondazione.
Altrettanto interessante l’intervento dell’assessore comunale alla Sicurezza Valter Mucchetti che ha sottolineato come il lavoro comunale in favore delle buone prassi, soprattutto dei giovani in questo caso ma non solo, non sia in dissonanza con l’attività di A.D.I.D.: entrambe sono volte al bere consapevole, se si beve, per fare comprendere come si possa apprezzare un prodotto buono, di qualità preferibilmente, senza per questo causare danni a sé e al prossimo. L’impegno ad istruire in questo senso, che il Comune dimostrava proprio nella tarda mattinata dello stesso giorno con un corso a studenti, non è volto a moralizzare comportamenti, ma a far sì che un piacere non diventi un problemi sociale come si vede spesso. L’apprezzamento dell’amministrazione comunale per l’attività cittadina di A.D.I.D. è stato dimostrato anche con la concessione del patrocinio all’iniziativa e avendo messo a disposizione lo splendido palazzo Martinengo Delle Palle, sede centrale e bellissima per un convegno che meritava attenzione istituzionale e non solo.
Presenti i rappresentanti della Camera di Commercio di Brescia (che ha patrocinato l’evento), di A2A, di Arthob, del Vescovo di Brescia, delle scuole d’indirizzo cittadine. Presenti gli studenti e alcuni docenti dell’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane, sia come fruitori del convegno che alcuni di loro per il servizio alla pausa caffè che ha visto partner il caffè Agust, Gandola e Pasticceria Camera.
A Brescia la mostra “La Grappa diventa arte” di Ivo Compagnoni
Inaugurata a Brescia la mostra di Ivo Compagnoni “La Grappa diventa arte” alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mauro Parolini, di A.D.I.D. rappresentata da Alessia Biasiolo, Renato Hagman, Bruno Gobbi, Fioravante Buttignol, Franco Nobili, con le riprese di Brixia Channel. Tra i molti presenti, l’assessore comunale alla Sicurezza Valter Mucchetti, l’ingegnere Masserdotti di A2A, Antonio D’Azzeo della Camera di Commercio di Brescia, don Claudio in rappresentanza del Vescovo di Brescia, gli studenti dell’Agenzia Formativa “don Angelo Tedoldi” di Lumezzane ai quali l’artista ha spiegato la sua tecnica pittorica.
Giunta ad una tappa ancor più interessante, proprio la tecnica di Ivo Compagnoni attira l’attenzione per i molti materiali di riuso che campeggiano sulle sue tele, fatte di materia che rappresenta un umano di sempre maggiore spessore. In questo caso, il ciclo di quadri realizzati ha come argomento la Grappa, regina dei distillati Made in Italy. Non manca l’omaggio ad A.D.I.D. e al suo percorso di insegnamento e di degustazione, immortalato tra versi dedicati alla grappa e sniffer, con l’ambiente che non è mai secondario. Bedizzole, il campo, la trattoria storica, la natura che incontra l’uomo e si intreccia a lui in un connubio che diventa arte nel bicchiere o sulla tela. Una tela che ferma le emozioni della degustazione dei sensi, che sa essere traghettatrice di una tradizione antica e moderna di cui molto si è parlato nel convegno che ha fatto da cornice alla mostra di Compagnoni.
Una cornice a quadri che non l’hanno, perché il momento fermato dall’Artista non si ferma in realtà del tutto, ma lascia lo spazio per immaginare un prima e un domani, sapendo che il serpente del quale Ivo ha utilizzato la pelle la muterà ancora e che lo sguardo del fruitore deve andare bene al di là di un confine artificiale.
La mostra resterà aperta da lunedì 28 novembre fino a venerdì 2 dicembre dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 ad ingresso libero nel bellissimo spazio concesso dal Comune di Brescia.
“La Grappa diventa arte”, Ivo Compagnoni per A.D.I.D. Brescia
Brescia, Palazzo Martinengo Delle Palle, Via San Martino della Battaglia 18
con il patrocinio del Comune di Brescia, Della Camera di Commercio di Brescia, della Fondazione ASM di Brescia
Le poesie del Decennale di “Versi Distillati”
Giunto alla decima edizione, il premio di Poesia “Versi Distillati” partecipa alla celebrazione della fondazione dell’Associazione organizzatrice A.D.I.D. con un suo importante traguardo. Dieci anni di poesie e di versi dedicati soprattutto alla grappa, momenti di riflessione sulla tradizione di un Paese che si sa riconoscere e ritrovare anche in un bicchierino di “acqua di vita”.
E così, nell’ambito dei festeggiamenti per i 15 anni dalla fondazione del sodalizio dei Degustatori di Distillai, anche i Poeti confluiranno a Brescia, patria di versi celebri.
Alcune liriche significative sono state raccolte in un opuscolo, per ricordare le emozioni che molti Poeti hanno vissuto ma hanno anche saputo regalare, visitando Brescia e ADID, oppure approfondendo la degustazione, la distillazione (anche in distilleria), insomma conoscendo un po’ più da vicino il mondo dei distillati.
Tra i poeti premiati, Bruno Centomo, Daniele Ardigò, Agnese Girlanda, Anna Maria Lavarini, Rita Mazzon, Ludovica Mazzuccato, le cui poesie verranno poi pubblicate su questo sito.







