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“Versi Distillati” di Bruno Centomo per la Grappa

Ecco un’altra Poesia premiata lo scorso 26 novembre.

 

RICORDI AL RINTOCCO DEL MATTUTINO

Correva il fante con la grappa in corpo, di trincea in trincea.

Gli dava la forza d’andare a morire, penzoloni in un pozzo

d’ombre di miserie, di voglia di casa, d’odori di minestra

e baci innamorati da rubare alla sua Maria che l’aspettava.

 

Si scaldava l’alpino sotto le crode del Pasubio.

Con un goccio di grappa stava di vedetta al freddo della neve,

scrollato dal battito violento del vento di tempesta.

Pure lui sognava casa, calore di legna, polenta calda.

 

Noi si sta qui a ripensare la storia, quei piccoli uomini

bruciati dal ricordo, scomparsi nel tempo.

E diventa piacere malinconico sorseggiare nel tulipe

la grappa affinata che ricorda appena quella gentile

che il nonno distillava in casa. Lui era stato sul Carso,

a quel soldato c’aveva parlato, gli era morto di fianco.

Alzava il bicchiere goffo di vetro pesante,

e brindava contento, con gli occhi lucidi

quando, dal collo di cigno, quel pozzo di voci e d’aromi

si faceva lentamente caldo vapore intenso.

Diveniva presto lacrima, quel distillato odoroso,

e risuonava presto dei canti e dell’allegria in contrada.

Assieme alla mestizia della vita dura dei campi.

 

Lontane campane segnavano e segnano l’ora del mattutino.

 

Bruno Centomo

 


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