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“Versi Distillati”. Il premio “Peppino Andreoli” a Rita Mazzon di Padova

GOVERNATORE -PREMIATA "PEPPINO ANDREOLI"-VICEGOVERNATORE

Conclusione di 2015 brindando con buona grappa assieme ai Poeti dei “Versi Distillati”.

È avvenuta a Brescia, nella bellissima cornice dell’Antica Birreria Wührer, del Socio A.D.I.D. Delegazione di Brescia Leo Ruocco, la premiazione del concorso dell’Associazione Degustatori Grappe e Distillati e dell’Associazione Sidus.

Le poesie premiate sono state accuratamente selezionate da una Giuria che ha deciso di premiare i versi più significativi, dei moltissimi arrivati ancora, dedicati a Grappa, Brandy, Rum, Gin e alle tradizioni. Il premio più ambito, il premio dedicato alla Grappa nella sezione in Lingua Italiana, dedicato a Peppino Andreoli, è andato alla poesia “La sua anima” di Rita Mazzon, di Padova, alla sua prima partecipazione al premio nazionale.

Il premio è stato messo a disposizione dei Soci A.D.I.D. Delegazione di Brescia Carlo e Sandro Andreoli, in rappresentanza della famiglia (quindi anche di mamma e sorella) delle Distillerie Peroni Maddalena di Gussago (Brescia), come anche gli altri del concorso. L’occasione ha consentito di introdurre i Poeti premiati alla degustazione di grappa durante un pranzo, per mantenere la tradizione di fare conoscere più da vicino ai Poeti stessi l’Associazione dei Degustatori di Distillati. Qualche anno fa è stato il momento di vedere in attività una distilleria, poi di assaggiare grappe, rum e brandy con cioccolato; quindi di vedere A.D.I.D. in mostra. Stavolta la Delegazione ha spiegato una delle attività che permettono di avvicinare di più le persone: un menù pasteggiando a grappa. Tra le grappe scelte, una delle premiate Peroni dell’ultima edizione di “Spruzzi di Vite”, organizzata dalla Delegazione A.D.I.D. di Bergamo.

Ed è stato un successo che ha dato materia ai versi di Mazzon: “E’ un canto che fa scendere/ la musica dalla montagna/ Lascia dentro il gusto della sera/ Accompagna alla notte quieta/ dove le parole dettate dalla sua anima/ trattengono in sé la speranza/ di non aver arso inutilmente/ un altro giorno ancora”.

Per la sezione speciale “La Grappa e la Grande Guerra. Testimonianze, ricordi, ricerche”, è stata premiata la poesia ‘na lagrema… (de aqua de vegna) in dialetto veronese, scritta da Agnese Girlanda. Versi toccanti che riportano a verità che calano la grappa, il distillato nazionale, sempre più nella tradizione italiana più vera e sentita: “[…] vissinei de sti àni,/ s-ciopeté e bonbe/ mai desmenteghé,/ dal nono Alpin…/ quan ’na lagrema/ de che l’aqua de vegna,/ la dasea coraio a lù/ e a soldà ruiné/ da palotole sbiesse, là,/ fra trincee e senge/ de giasso, sul Carega”.

Per la sezione Acquavite, il premio è andato ad Anna Maria Lavarini di Verona per “Aquavite. Acqua di vita” con chiari riferimenti alla realtà della nascita di questi preziosi distillati: “[…] Me ricordo quando la nona,/ ela con el sesto grando e mi con un sestin,/ andaseino binar la fruta cascà par tera/ vuto par colpa del vento, de la tompesta o…ocià/ par dopo strudarla drento a un bidon/ alto piassè de mi, e mi no capea…/ Savea che i noni i fasea el vin,/

e forsi anca la graspa de scondon,/ ma no avare mai inmaginà, che da quela fruta cascà,/ vegnesse fora un elisir ciamà “acqua di vità”/ desso ‘l so; che de la so origine puareta, la va orgogliosa,/ con rason le stà valorizà […]”.

Premiata anche la poesia “Elogio alla grappa” di Marusca Leali di Calvagese della Riviera (Brescia) che scrive versi “personali” alla Grappa: “[…] E il tuo colore trasparente/ che liscia scivoli in bocca ciliegia/ a scuoter versi umani in agitazione composta/ m’invade d’incantesimo il fisico […]”.

Il Brandy è diventato metafora della poesia per Gabriella Garonzi di San Giovanni Lupatoto (Verona) nella sua “Ode al Brandy”: “[…] Ho estratto poesie color dell’ambra/ per ottenere un distillato dal sapore morbido ed aromatico,/ nato dalla protezione di una dolce culla di rovere […]”.

Il Rum “[…] appaga senza pudore… […]” per Fabiola Ballini di Verona nella sua poesia “Rum… e dintorni”.

“Un alchimista” è la poesia premiata per la sezione Gin, scritta da Carlo Salvoni di Calvisano (Brescia): una simpatica storia di un distillatore che si “accontenta” di un buon distillato, invece di cercare l’oro come altri alchimisti appunto. E viene ripagato così: “[…] Spesso è il mio puro elisir/ che accarezza la lingua/ a me solo./ E solo è il mio vivere denso/ che splende in un pozzo/ di bacche odorose”.

L’insolita e molto apprezzata cerimonia di premiazione è stata propizia per bandire la nuova edizione del Premio, di cui daremo notizia a breve, non appena tutti i Poeti saranno raggiunti dal nuovo bando. Intanto un “assaggio” in versi, dato che si pasteggiava a Grappa, spiegando i principi associativi del “bere bene”, l’hanno dato i Poeti presenti che si sono cimentati nella “poesia estemporanea” per la quale l’Associazione Sidus ha in serbo… distillate sorprese.

 

 

 

 


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