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Monthly Archives: Maggio 2015

Influenza del metodo di stoccaggio delle vinacce sugli aromi della grappa di Moscato

Continuiamo a proporvi gli atti del seminario tenutosi a Conegliano. Ecco il contributo di Riccardo Flamini del Centro di Ricerca per la Viticoltura, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

In generale le uve di Moscato sono caratterizzate dai contenuti considerevoli di terpenoli liberi, a cui sono legati i tipici aromi dei vini e delle grappe, e dei loro precursori glicosilati. Costituiscono un’ampia famiglia chimica che conta decine di composti diversi, a 10 atomi di carbonio, alcuni dei quali sono caratterizzati da intense note aromatiche di agrumi, floreali e fruttate. In questa ricerca è stata studiata l’influenza di metodi diversi di insilamento (silos di cemento, insilamento in sacconi di plastica con metodo Grappasysterm®) e diverse condizioni di stoccaggio (acidificazione, addizionate di lieviti di fermentazione e di attivanti dei lieviti) sul profilo aromatico delle vinacce di Moscato bianco. L’insilamento con Grappasysterm® ha evidenziato di accelerare l’idrolisi dei precursori aromatici glicosilati rispetto al silos di cemento, ed è pertanto risultato un metodo di stoccaggio più idoneo a mantenere il patrimonio aromatico delle vinacce per più brevi periodi di stoccaggio. L’acidificazione della vinaccia ha rallentato l’idrolisi dei terpenoli glicosilati, ed è quindi risultata un metodo utile per limitare le perdite di aromi varietali nei lunghi periodi di stoccaggio. Infine, l’utilizzo dei lieviti selezionati ha favorito l’idrolisi dei precursori glicosilati già nel breve periodo. Questi risultati mettono in evidenza come le condizioni di stoccaggio delle vinacce devono essere attentamente controllate al fine di ottimizzare il recupero degli aromi varietali del Moscato con la distillazione.

I Profumi della Grappa

Lo scorso 15 maggio, presso l’Aula Magna ISISS “Cerletti” di Conegliano, in provincia di Treviso, si è tenuto un interessante seminario dal titolo “I Profumi della Grappa. Studi della materia prima e dei distillati per il miglioramento della qualità”. Un seminario aperto ai professionisti e ai tecnici del mondo dei distillati, durante il quale sono state presentate alcune ricerche recenti sulle sperimentazioni eseguite sulle vinacce e i distillati, finalizzate al miglioramento della qualità delle grappe. Il seminario, organizzato dall’Osservatorio Interdisciplinare di Conegliano in collaborazione con molte realtà del territorio, ha avuto illustri relatori.

AdidBrescia ne dà conto, pubblicando gli atti del Seminario. Iniziamo dalla relazione di Stefano Moser, docente del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, con il contributo dal titolo: “Effetti dei trattamenti delle flemme sulla qualità delle grappe”.

La qualità dei distillati, in particolar modo di quelli ottenuti da vinaccia, è strettamente legata alle caratteristiche della materia prima, allo stato di conservazione della stessa nonché alla bontà dei processi di distillazione. I distillati di vinaccia sono caratterizzati da numerose componenti aromatiche, le quali giocano un ruolo importante sul profilo sensoriale; tra le più importanti si possono citare gli esteri etilici degli acidi grassi e i composti carbonilici di natura aldeidica e chetonica (Usseglio-Tomasset, 1970; Versini et al., 1978; Profumo et al., 1988). Gli esteri derivano dal metabolismo secondario dei microrganismi durante la fermentazione alcolica. La distillazione arricchisce nei vapori alcolici questi composti che contribuiscono significativamente alla componente fruttata del bouquet sensoriale in tutti i distillati di frutta (Meilgaard, 1975; Salo et al., 1972; Postel e Adam, 1984). Talvolta, la presenza di questi composti raggiunge livelli di concentrazione tali da rendere le loro note fruttate stucchevoli e poco fini, ad esempio nei distillati da vinacce di uva per basi spumanti o in prodotti che maturano in legno. Le aldeidi alifatiche a media catena con una o due insaturazioni, tra i composti carbonilici, sono responsabili di note impure e sgradevoli da “vegetale-raspo”, “untuoso rancido” o note sfumate verso la “nocciola-mandorla”. Altri composti carbonilici, tra cui i 2-metilchetoni a numero dispari di atomi di carbonio, contribuiscono alle note da “formaggio”, da “vegetale” e da “rancho” come osservato in studi condotti sui distillati lungamente invecchiati in legno (Williams e Strauss, 1978; Versini et al., 1979 e 1981; Flamini et al., 2005). Tutti questi composti derivano dal metabolismo ossidativo degli acidi grassi a media e lunga catena per via enzimatica o per reazioni chimiche conseguenti alla formazione di perossidi durante le fasi di conservazione della materia prima. Il Laboratorio Aromi e Distillati della Fondazione Mach ha realizzato, in collaborazione con alcune distillerie trentine, attività di sperimentazione pluriennale sugli effetti che la diversa gestione delle flemme può avere sul contenuto in esteri etilici e nei composti carbonilici sopra citati. Gli studi sono stati realizzati partendo da vinacce ottimamente conservate, impiegando distillatori tradizionali discontinui a bagnomaria modificati per la separazione delle flemme prima della rettifica. Le flemme stesse sono state sottoposte a trattamenti fisici (refrigerazione e filtrazione) e chimici (neutralizzazione del pH e riduzione selettiva di alcune aldeidi).

Le flemme trattate sono state quindi reintrodotte nell’alambicco e distillate in colonna tipo Zadra. Le grappe da esse ottenute sono state caratterizzate chimicamente per gascromatografia e spettrometria di massa e, dopo opportuna diluizione in laboratorio, sono state analizzate sensorialmente mediante metodo descrittivo da un panel di 6 esperti, Dai risultati ottenuti si è evidenziato come l’effetto della filtrazione dopo refrigerazione delle flemme riduca notevolmente il contenuto di esteri medio e medio-altobollenti nella grappa (principalmente caprilato e caprato di etile), responsabili della nota fruttata più pesante. Questi composti non sarebbero altrimenti diminuiti oltre il 10-20% durante le consuete fasi finali di refrigerazione e filtrazione della grappa prima dell’imbottigliamento (Versini et al., 1989). Operando su flemme portate a neutralità, si è conseguita anche una sensibile diminuzione della frazione acida, in particolare quella a nota butirrica e grassa. L’operazione di filtrazione delle flemme ha ridotto sensibilmente la nota “vegetale da raspo”, spesso presente nelle grappe (da non confondersi con quella “erbacea” data dall’acetaldeide), la nota “untuosa-rancida” tipica dei distillati da vinacce a lungo insilate e la nota “putrida-da crauti”. I trattamenti delle flemme, tuttavia, possono portare a volte ad una diminuzione di alcuni composti terpenici, sebbene il prodotto finale presenti sempre una maggior intensità floreale varietale e finezza aromatica. In conclusione, gli approcci indagati hanno dimostrato la possibilità di gestire l’eccessiva nota fruttata e alcuni sentori particolarmente sgradevoli presenti talvolta nei distillati di vinaccia.

Le ricerche sono state in parte condotte nell’ambito di programmi sovvenzionati dall’Accademia della Grappa e delle Acquaviti e dal Ministero per le Politiche Agricole (Progetti FEM-Distillerie Segnana “Fingrappa” e “MiTiGra”).

“La Pastorella” promuove il “bere bene”

Ecco le fotografie della cena studio/degustazione organizzata da “La Pastorella” in collaborazione con A.D.I.D. Brescia. A pasto, distillati Psenner.

Ospiti

Vi riconoscete? Non ci siete? Cosa aspettate ad associarvi ad A.D.I.D.?

SERVIZIO

E’ in programmazione una cena degustazione pasteggiando a distillati per il prossimo mese di giugno. Se vuoi partecipare, scrivici ad adidbrescia@virgilio.it e così ti inseriremo nell’indirizzario degli eventi organizzati dalla Delegazione.

Un altro ingresso tra i patentati!

BRUNO GOBBI

BRUNO GOBBI

Anche Bruno Gobbi, immortalato all’ingresso a “La Pastorella”, ha ricevuto la Patente di Degustatore di Distillati. Dopo aver superato brillantemente il test finale del corso organizzato da A.D.I.D. Brescia in collaborazione con Arthob, Bruno si è infortunato ed ha dovuto attendere la nomina ufficiale a Degustatore. Esperto di pasticceria, Bruno è un valido membro della Delegazione di Brescia di A.D.I.D. da molto tempo.

Territori e Distillati. Una cena a Brescia con la Delegazione A.D.I.D.

Un incontro particolare quello dei distillati Psenner di Termeno con “La Pastorella” di Brescia. Un raffinato menù selezionato con abbinamenti di gusto forte e delicato, accompagnato da distillati di frutta serviti freschi per esaltare la cucina e la pizzeria del ristorante in modo inusuale permettendo, allo stesso tempo, ai distillati di sprigionare tutte le loro note.

Un test di degustazione rapido per gli avventori riuniti elegantemente in una serata riservata agli invitati. E’ stato proposto con una scheda funzionale a stimare il grado di apprezzamento del contenuto dei baloon nei quali i distillati venivano serviti.

Dopo un eccezionale cocktail Hugo preparato personalmente dal Direttore commerciale Psenner, il menù ha portato al palato l’Almrausch con uno sformatino di melanzane e le zucchine ripiene (distillato A), seguito dalla Grappa Adorata (distillato B) con carne salada trentina e yoghurt greco con mele e noci; quindi il distillato di pere Williams (distillato C) con la pizza al formaggio stagionato della Valtrompia. Per concludere, l’Obstler di mele (distillato D) con pera su letto di crema pasticcera con ganasce al fondente e liquore al cioccolato e pere (distillato E).

La mediana delle risposte alla domanda “Ti piace?”, relativamente all’osservazione del contenuto del bicchiere, ha portato ai seguenti risultati:
distillato A mediana 7

distillato B mediana 7

distillato C mediana 7

distillato D mediana 8

distillato E mediana 8

Per la valutazione dell’abbinamento cibo/distillato, curato da Piera, Massimo e Marco de “La Pastorella” con il governatore A.D.I.D. Brescia Renato Hagman, la media di punteggio in un range compreso tra 1 (fortemente negativo) a 9 (fortemente positivo) ha avuto i seguenti risultati:

distillato A 7,45

distillato B 7

distillato C 8,28

distillato D 7,33

distillato E 8,33

Pertanto una proposta di successo e con la soddisfazione di avere dato ai presenti una chiara presentazione non solo di ottimi prodotti, ma anche di come “bere bene”, in simpatica compagnia.